flickr.com / Pink Poppy Photography
"L’Arte del Sogno" è la terza fatica cinematografica firmata dal regista francese Michel Gondry .
Quello a cui assistiamo è il "teatro del sogno" di Stephane, ( Gael Garcia Bernal), un ragazzo dall’estro fuori dal comune che, in seguito alla morte del padre, torna in Francia a vivere nella casa di sua madre con l’impegno di un lavoro come creativo. Ad attenderlo , un impiego da grafico in una piccola impresa di calendari promozionali, che ben presto si rivelerà essere, in realtà, un’occupazione triste e routinaria.
Costantemente immerso in una confusione che rende quasi impercettibile il confine tra veglia e sogno, per fuggire dalla frustrazione del suo impiego, si innamora di Stephanie (Charlotte Gainsbourg ), la sua vicina di casa, incantevole confusa ragazza che si diletta nel cucire giocattoli di pezza.
La compenetrazione tra sogno e realtà è continua .Se nella vita reale condivide con Stephanie incontri causali e maldestri, nel sogno, invece, un meraviglioso percorso onirico comune e di grande affinità, a dimostrazione che in amore , il binomio "sogno-realtà" non riesce a fondersi.
Sovrapposizione continua del piano fantastico a quello reale, frustrazione che segna le mancate occasioni quotidiane , romanticismo delle due menti che si incontrano, impossibilità amorosa che si colora di surrealismo e di amara commedia… il motore del cinema Gondryano è il cuore, la pulsione amorosa che confonde i piani, passato e presente, sogno e realtà, raddoppiando i livelli rappresentativi e quelli narrativi.
Un film sull’invenzione di un mondo possibile fatto di cose povere solo apparentemente trascurabili.
Quello a cui assistiamo è il "teatro del sogno" di Stephane, ( Gael Garcia Bernal), un ragazzo dall’estro fuori dal comune che, in seguito alla morte del padre, torna in Francia a vivere nella casa di sua madre con l’impegno di un lavoro come creativo. Ad attenderlo , un impiego da grafico in una piccola impresa di calendari promozionali, che ben presto si rivelerà essere, in realtà, un’occupazione triste e routinaria.
Costantemente immerso in una confusione che rende quasi impercettibile il confine tra veglia e sogno, per fuggire dalla frustrazione del suo impiego, si innamora di Stephanie (Charlotte Gainsbourg ), la sua vicina di casa, incantevole confusa ragazza che si diletta nel cucire giocattoli di pezza.
La compenetrazione tra sogno e realtà è continua .Se nella vita reale condivide con Stephanie incontri causali e maldestri, nel sogno, invece, un meraviglioso percorso onirico comune e di grande affinità, a dimostrazione che in amore , il binomio "sogno-realtà" non riesce a fondersi.
Sovrapposizione continua del piano fantastico a quello reale, frustrazione che segna le mancate occasioni quotidiane , romanticismo delle due menti che si incontrano, impossibilità amorosa che si colora di surrealismo e di amara commedia… il motore del cinema Gondryano è il cuore, la pulsione amorosa che confonde i piani, passato e presente, sogno e realtà, raddoppiando i livelli rappresentativi e quelli narrativi.
Un film sull’invenzione di un mondo possibile fatto di cose povere solo apparentemente trascurabili.